La storia di Arianna L.

Mi chiamo Arianna e sono la mamma di Allegra, 5 mesi, una bambina che fa onore al suo nome essendo sempre sorridente, ora. Specifico ORA, perché i primi due mesi di mia figlia sono stati quanto più di vicino a un incubo sia per me che per lei. Tutto è iniziato in ospedale, quando mia figlia rigurgitava liquido amniotico e aveva episodi di singhiozzo 4-5 volte al giorno. Per le infermiere del nido era tutto normalissimo. Ci dimettono e avvio un faticoso allattamento al seno. La bimba mangiava e cresceva ma presto mi sono resa conto che qualcosa non andava: era irrequieta, a metà della poppata iniziava a disperarsi, inarcando la schiena. Non dormiva mai, se non per brevi pisolini di 10 minuti e solo in braccio o nella fascia. Chiedevo lumi al mio pediatra il quale, con fare canzonatorio, mi rispondeva che rientrava tutto nella normalità: “signora, i neonati piangono e non dormono, cosa si aspettava?”. Inizio ad informarmi autonomamente e cercando su internet la sintomatologia di mia figlia capisco in fretta che si tratta di reflusso. Faccio presente la cosa al pediatra che minimizza. Il reflusso è fisiologico, passerà con lo svezzamento, la bambina cresce quindi va tutto bene. E intanto lei continuava a disperarsi, ogni poppata era un incubo. Mi sono chiusa in casa, non uscivo per paura che iniziasse a piangere e perché soffrivo a vedere gli altri neonati sereni a dormire in carrozzina quando la mia non chiudeva occhio se non dopo complicate acrobazie in braccio. Intorno a me la totale incomprensione: Sei ansiosa, esagerata, la vizi, vuole stare in braccio perché è furba, soffrirai mica di depressione post partum? Ma perché ti sei così fissata con il reflusso se il pediatra ti ha detto di stare tranquilla? Guarda che piange perché le trasmetti ansia e nervosismo. Due mesi di calvario, due mesi in cui abbiamo smesso di vivere e iniziato a sopravvivere. Finché per un fortuito caso sono arrivata al gruppo Facebook dedicato ai bambini reflussanti e finalmente ho visto la luce. Altre mamme che capivano esattamente cosa stessi provando e che mi hanno indirizzato al dottor Albani di Roma, uno dei pochi medici a trattare il reflusso con la serietà che merita. Con la sua cura in breve tempo è iniziata la rinascita: mia figlia mangiava (eravamo nel frattempo passate al latte artificiale, nell’errata convinzione che piangesse perché il mio latte non le era sufficiente), dormiva 10 ore filate a notte, sorrideva, stava serena nel suo passeggino, piangeva quanto fosse normale per una bimba della sua età e non 23 ore su 24. In questi mesi ne ho sentite tante: che con i medicinali avveleno mia figlia, che devo sospenderli ma ho ignorato chiunque: sono fiera di aver tenuto duro, di non essermi semplicemente accontentata di una figlia con un palese disagio perché “con i neonati funziona così”, di aver cercato aiuto. Sarò grata per sempre a quelle mamme che mi hanno aiutata e indirizzata e al medico che finalmente mi ha ascoltata e non ridicolizzata. Ora sono una madre serena con una figlia serena e tanto basta a far tacere il resto.

Arianna L.
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