La storia di Ludovica R.

Mi chiamo Ludovica e sono mamma di 3 bambine di 11, 7 e 1 anno. Con Giorgia e Sofia, le prime due figlie non ho mai avuto problemi: gravidanza bellissima, parto veloce e due piccole creature che sembravano angioletti da tanto erano tranquille. Aurora, l'ultima arrivata, tutto il contrario. La gravidanza é stata caratterizzata da una costante acidità che non mi ha mai fatto dormire e il travaglio interminabile concluso con un parto indotto. Da subito mi accorgo che qualcosa non va: Aurora non dorme. MAI. Ne parlo con il pediatra che mi dice che è impossibile che una neonata non dorma. Dopo un mese di notti insonni Aurora inizia ad urlare disperata ad ogni poppata. Si inarca e si contorce talmente tanto da non riuscire a tenerla in braccio. Le sorelle più grandi erano quasi terrorizzate da questo esserino che piangeva giorno e notte. Ogni poppata una tragedia. Ne riparlo con il pediatra e li inizia il calvario. Prima la colpa era del mio latte, poi ero io depressa, poi ero esagerata, poi era la bimba troppo viziata. Lasciatela piangere che poi smette dicevano. Sbagliato, lei non smetteva mai. Le giornate erano caratterizzate dai pianti miei e della mia bimba e dalle critiche di chi non viveva la nostra situazione. Arriviamo al punto che la bimba non mangia più nulla, non cerca più il seno.. E di conseguenza fa pochissima pipi. Corriamo in ospedale e letteralmente obbligo i medici a ricoverarci! Il primario mi prende per pazza, mi dice che la bambina ha solo le colichette e che nessuno si abitua a non mangiare. Per l ennesima volta racconto dei continui rigurgiti, del singhiozzo, degli inarcamenti dell otite sempre presente. Il nulla. Per una settimana provano e dicono di tutto. Prima le danno il gastrotuss, poi la tachipirina, poi le fanno il sondino per la cacca, poi provano a darle il latte in polvere, poi le mettono la sonda naso-gastrica per alimentarla. Non vi dico come mi son sentita. Erano evidentemente incapaci. Un susseguirsi continuo di pareri inutili. Ed io ero terribilmente arrabbiata. Chiedo io il trasferimento in un altro ospedale dove la bimba arriva completamente disidratata. Rimaniamo ricoverati per altri 15 giorni. Io e lei sole, a 100 km da casa. Io e lei tra flebo e pianti. Mai un medico ci ha chiesto come stavamo. Ricordo bene il loro sguardo che sembrava dire che noi eravamo lì per una sciocchezza. Ricordo che quando insistevo nel dire loro che la bimba aveva mrge, che i sintomi combaciavano tutti, con un ghigno mi dicevano che loro erano i dottori e io una madre stressata. Chiuse dentro una stanza h24. Ci dimettono dicendoci di darle il Ranidil e portare pazienza. Erano passati 6mesi e pazienza ne avevo avuta fin troppa. Potete immaginare il clima in casa nostra. Niente uscite, niente chiacchiere, niente giochi.. Solo pianti interminabili di una bimba che non si staccava nemmeno per una doccia dalla sua mamma. Ho lasciato il lavoro per accudirla perché lei non stava nemmeno con il papà per più di 5minuti. Trauma da ospedalizzazione mi spiegarono poi. In una delle mie sere sveglia con Aurora sempre in braccio trovo su Facebook un gruppo di mamme di bimbi reflussanti. LA NOSTRA SALVEZZA. Grazie a questo gruppo ho trovato il contatto di una dottoressa bravissima che subito ho chiamato. Finalmente lei ci ha ascoltati, ci ha abbracciato, ci ha capito. Abbiamo iniziato una cura efficace e dopo 15giorni la nostra dolce Aurora era un altra bambina. Non c'erano più solo pianti ma anche sorrisi, non più manine chiuse sempre a pugno ma aperte per toccare e accarezzare le sue sorelline. Ho finalmente pianto di gioia perché ce l avevamo fatta. Ora Aurora ha 14mesi. Stiamo continuando la cura perché purtroppo il reflusso è ancora presente, ma viviamo la situazione in maniera serena. Sappiamo come affrontare i giorni no e viviamo al massimo i giorni buoni. Mangia poco di tutto e abbiamo lasciato perdere quelle maledette tabelle di crescita. Continuo ad allattare al seno e stiamo iniziando a ritagliarci i nostri spazi. Mamme, papà, non mollate mai. Non permettete a nessuno di farvi sentire sbagliati. Urlate tutti i vostri dubbi. Le cure ci sono, il reflusso si può gestire. Se un medico non vi prende sul serio cambiatelo. Nonni, zii, parenti, amici: non lasciate sole queste famiglie. Hanno bisogno di sostegno. Spero che la mia storia possa darvi forza.. Vi abbraccio forte. Ludovica

Ludovica R.
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