La storia di Claudia L.

Partorisco due anni fa, in Mangiagalli con parto meraviglioso seguita da un’ostetrica che porto nel cuore. Tutto era pronto per un cesareo quando l’ostetrica mi fa la visita ed ero dilatata 5 cm: aveva deciso Mia e aveva deciso per il meglio. Vivo da sola a Milano, il papà è tra Madrid e Roma e così una volta tornata a casa mi affido ad una puericultrice. Iniziano le coliche, i pianti disperati all’attacco al seno, i singhiozzi, gli inarcamenti, il suggerimento di tirami il latte, poi del latte artificiale, che devo essere serena io per dare tranquillità a lei, Mia che riesce a stare solo in posizione verticale, arrivano le nottate completamente in piedi o appoggiata al muro, chiaramente in bianco. L’allattamento diventa difficile, mastite e ascesso complicano ulteriormente. La puericultrice inizia la manfrina che la neonata deve essere regolarizzata, che le devo dare il latte artificiale, che la bambina (di appena 2/3 mesi) ha un carattere forte e mi dominerà, che devo lasciarla sdraiata e farla piangere, inizia a fare la tabella degli orari, il che si traduce che quando la bambina dorme la notte lei la sveglia comunque perché deve mangiare, la cambia, la lava e poi la rimette a dormire. Inizia quindi la tortura di interrompere anche quei brevi cicli di sonno. Non ascolto davvero quello che mi dice e continuo solo con il mio latte, supportata da una consulente che lavora in ospedale e che capisce che devo essere siringata al più presto perché ormai ho 40 di febbre da una settimana e non è una “semplice” mastite. Qualcosa non mi convince di queste teorie di puericultura vecchio stampo che minano la fiducia in se come mamma e caccio la Puericultrice in malo modo. A questo punto però sono davvero sola a Milano: la mia famiglia è a Roma, il papà è in viaggio e la sua famiglia a Barcellona. Nessuno mi può aiutare. Iniziò a chiamare pediatri, consulenti del latte, ostretriche, osteopati. Entro nel vortice che mia figlia ha le coliche, faccio il massaggio neonatale, vado a corsi, inizia l’epoca della fascia. Qualcosa migliora ma io ancora non tocco il letto: passeggio anche la notte con lei in fascia. Sono uno straccio, il Weekend proviamo a fare i turni notturni con il papà. Inizio lo svezzamento, quello classico e poi passo all’autosvezzamento. I risvegli diventano anche 25/28 in una notte. Le cose vanno a rotoli. Mia a 6 mesi impara a sedersi da sola, credo per sopravvivenza: ogni 15 minuti mia si mette seduta e poi si ributta giù. Parte il film delle consulenti del sonno, le Migliori in Europa. Così proviamo il cosleeping e cobedding perché la bambina ha bisogno di contatto. Risultato ? La Bambina si sveglia lo stesso e fa le stesse identiche cose anche nel letto con me. Allora passiamo alla sponda opposta : l’estinzione graduale del pianto mitigata alla Tracy Hogg, che gestisco a modo mio. In ogni caso metto la Bambina nel suo lettino, cameretta da sola, buio, orologio alla mano, routine svizzere e toni calmi e decisi. Risultato ? La Bambina non si addormenta più serena e si sveglia lo stesso, si mette seduta e semplicemente non mi chiama ma non dorme. In sintesi non è cambiato niente: Mia ha qualcosa di meccanico che la porta a tirarsi su. Divento triste, anche le consulenti un fiasco totale: tutte attente ad applicare il metodo, si sono dimenticate di osservare la bambina. Quello che non sapevo è senza una diagnosi e cura un percorso del sonno è uno strazio e non ha alcuna concretezza. Arriviamo ad un anno e Mia prende una gastroenterite fortissima in combo con reazione avversa severa ad un vaccino.A questo punto sono in un incubo : Mia non mangia più niente, chiude la bocca, non si alza dal letto, piange ininterrottamente e ha una diarrea che durerà per 9 lunghissimi mesi corredata da influenze continue. Il sistema immunitario è stato compromesso. Nessuno mi può aiutare: Mia arriva al 3 percentile e ha un fermo crescita per un anno. A 18 mesi indossa i vestiti dei 9 mesi, dell’estate precedente. Incontro pediatri di ogni sponda che mi hanno supportata in tutto perché ormai i problemi si sono intrecciati : ora bisogna fermare la diarrea, il malassorbimento, ripristinare il sistema immunitario e poi ci occuperemo delle notti. Nel frattempo Mia è sempre più stanca, non segue le attività di giorno perché si addormenta. La mia vita è completamente paralizzata. Un giorno arriva il libro di Albani e tutto diventa immediatamente chiaro: Mia ha il reflusso silente. Peccato che quel giorno Mia avesse ben 18 mesi. Riparto con una pediatra , Un gastroenterologo, una cura, un gruppo dove conosco Claudia, una presenza concreta e sempre partecipe, mi affido ad una nuova consulente del sonno che conosce il reflusso, Eliana, una voce calda che sa quello che vivo e arriva anche Ainer. La cura migliora il reflusso ma non ha l’effetto sperato e dopo tanta titubanza prenoto la Ph-metria e anche la gastroscopia. Mia nel frattempo compie 2 anni e ancora una volta ci ha pensato lei: a 10 giorni esatti dagli esami prenotati Mia inizia a dormire dalle 20.00 di sera alle 8.00 di mattina, chiede pappa ogni ora, vuole mangiare qualsiasi cosa, felice. Felice da impazzire. La valvola del cardias probabilmente si è chiusa. Forse, lo dico a voce bassa e con il cuore in gola, sono la mamma di un ex-reflussante.

Claudia L.
Chiudi il menu
×
×

Carrello

Su Ainer.it utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza possibile, per fornirti offerte e servizi personalizzati e per compilare statistiche sui visitatori al fine di migliorare la tua navigazione sul sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie, utilizzo in conformità alla nostra Privacy e Cookie Policy. Il consenso può essere revocato in qualsiasi momento