La storia di Rosaria N.

Ciao, sono Rosaria, dalla provincia di Taranto. Sono mamma da un anno di una bellissima bambina, Noemi. Noemi, sin dal primo giorno di vita ha dei fastidi, non ha cicli pappa/nanna…eppure è appena uscita dalla pancia! La allattavo, dopo una mezz’oretta la posizionavo nella sua culla, seppur già inclinata, iniziava a piangere in maniera disperata, singhiozzo insistente, senza mai fare un ruttino digestivo. Mi reco, già dalla prima notte, in infermeria, ma mi liquidano dicendomi che dovevo “attaccarla al seno” così per tutti i 3 giorni passati in ospedale, concedendomi di farla dormire dritta su di me, sin dal primo giorno. I nostri primi mesi, sono stati un Inferno, per 3 mesi non ho chiuso occhio, ho cucinato, pulito e fatto tutto da sola con quest’esserino che aveva solo una musica installata: il pianto, affiancato da vomiti e singhiozzi, sempre in braccio, con la schiena dolorante. Ho perso 7 kg, sono arrivata a rifiutare ogni tipo di sostentamento. In questi mesi, a me parsi infiniti, l’autolesionismo ha vinto su tutto, anche sulla ragione. Rischio una brutta crisi post partum, mentre allattavo piangevo, mia figlia ormai percepiva il mio stare male e a volte era lei a rifiutarsi di mangiare. Esprimiamo così il desiderio alla nostra pediatra di passare al latte artificiale. Ci consiglia di non farlo; ma dopo tanta insistenza, desiste e ci consiglia Humana1, spronandomi a fare l’allattamento misto, al massimo. Per i primi giorni fu così: allattamento misto. Ci sbagliavamo, il sintomo persisteva. Colichette, che dal primo giorno avevamo, ma che adesso si erano triplicate. Quindi, conati di vomito, voglia di bere latte perennemente, singhiozzo e pianto si uniscono all’unisono per creare la nostra nuova colonna sonora, per non parlare del fatto che dovevo tenerla 24h su 24 sempre in braccio, anche per appisolarsi per un quarto d’ora/mezz’ora e se provavo a metterla in carrozzina partivano in simultanea tutti i sintomi descritti sopra, con contorcimenti vari. Insomma, goccine per le colichette, che non facevano altro che peggiorare la situazione in quanto dolci, coadiuvate da melatonina con stessi risultati, per non palare della camomilla ,suggerita da alcune amiche mamme, peggioravano la sua situazione. Ma cosa ha questa bambina?! “E’ viziata; Ce l’hai sempre in braccio; Gli stai troppo dietro,lasciala piangere..smetterà; Tu ti stai fissando; Prova a lasciarla a me,vedi come smette…” queste sono solo alcune delle cose che mi son sentita dire… Cambio latte e le cose continuano a peggiorare fin quando, leggendo su internet, capiamo che nostra figlia soffre di reflusso! Inizia il nostro iter. Girovaghiamo per la Puglia, pediatri e gastroenterologi a pagamento, fior di quattrini… nulla, ci propongono solo di cambiare il latte. Interveniamo poi con i primi sciroppi alginati: non appena uno pareva non dare benefici, ce lo sostituivano con un altro (quasi fosse diverso il principio attivo!). Poi, iniziano ad associare allo sciroppo alginato, lo sciroppo antagonista dei recettori h2 dell’istamina (Ranidil), ma anche questo, con scarsi risultati. Decidiamo allora, di interrompere la cura, perché con lo svezzamento la situazione dovrebbe migliorare, ci dicono. Sbagliamo, da inesperti, per l’ennesima volta. Contattati tanti dottori, ancora e ancora…tentativi su tentativi, tutti vani. Nel contempo, la disperazione, la rabbia, la stanchezza si sono messi a braccetto e hanno iniziato a far parte delle nostre vite. Non creduti da nessuno, non supportati da nessuno, noi da testardi abbiamo continuato, perché speravamo di migliorare la nostra situazione. Eravamo esausti…poi a 11 mesi, dopo che a 9 mesi era iniziato anche il rifiuto perenne per ogni tipo di cibo, ci spostiamo per l’ennesima volta a Bari. Da un sedicente gastroenterologo, uno col curriculum pieno di roba, è lì che avrei voluto tentare il suicidio. “Sua figlia sorride,ed i bambini che sorridono non stanno male.Vorrei mandarla in Africa nel Terzo Mondo e farle vedere che quei bambini non stanno bene e non sorridono affatto.Sua figlia è troppo viziata,farà l’attrice da grande…per quello piange,è una sceneggiata” rimango impietrita,un dottore che controlla mia figlia neanche in bocca,me la fa spogliare la guarda e la pesa… “la visita è finita:100euro. Come mi avete trovato?” avrei voluto rispondere “Avrei preferito non trovarla!” Fuggiamo da lì, rientriamo ancora più disorientati, sospendiamo qualsiasi cura. Rifiniamo nel baratro. Il 19 Giugno del 2019, decido di contattare, il vertice per me, il dottor Albani. LA SVOLTA. Ci da una cura per il nostro grosso problema, diagnosticando RGE con conseguente esofagite, un inibitore di pompa protonica IPP con un antiacido da dare ad ogni pasto, proseguendo con il nostro latte humana Disanal, ma addensandolo. Nessuno potrà crederci, dal primo giorno di cura (dopo un anno!) ho iniziato ad avere una figlia diversa. Completamente! Il lamento perenne, si limita a quando ha fame o sonno. Abbiamo ripreso ad uscire e a goderci la nostra vita, non è neanche un mese, ma mi sembra già una vita che mi godo la sua (la nostra) pace. Quello che ho imparato in quest’anno duro e difficile e che non bisogna mai mollare, non bisogna mai lasciarsi sopraffare da tutto ciò che il resto del mondo ci dice, magari valutarlo, ma se è qualcosa che ci danneggia dobbiamo non darci troppo credito. Se avessi avuto la stessa forza e la stessa tenacia dal primo giorno, probabilmente allatterei ancora, perché il latte materno è INSOSTITUIBILE, così come la MAMMA. Poi, mamme non fate l’errore grande di chiudervi in un riccio, trovatele quelle persone pronte a tendervi la mano, anche se non la pensano come voi. Prendetevi cura di voi stesse, inanzitutto, io l’ho capito dopo un anno, dopo la rinascita, quindi non incappate nel mio stesso errore. Felice di aver riportato la mia esperienza che vi sia d’aiuto per capire che se si aspetta troppo, le cose peggioreranno soltanto. In bocca al lupo mamme, non mollate!

Rosaria N.
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